Gli avi italiani

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Lo stesso desiderio di chi oggi desidera conseguire la cittadinanza italiana, in qualche modo, ha mosso gli emigranti italiani. I vostri avi, infatti, nella seconda metà dell’800, partirono da diversi regni, regioni e città dell’odierno territorio Italiano, decisi a lasciare tutto ed imbarcarsi su una nave diretta verso le Americhe. Si è trattato di un viaggio avventuroso, poiché senza ritorno e senza certezze, ma motivato dal solo scopo di ricercare la felicità di una nuova vita.
Nelle antiche locandine degli imbarchi dai porti di Genova e Napoli, che invitavano gli italiani ad espatriare verso il Nuovo Mondo dove abbondavano ricchezze naturali, terre e lavoro, si leggeva: “VENITE A COSTRUIRE I VOSTRI SOGNI CON LA PROPRIA FAMIGLIA”.

Pompei
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Locandina

Una valigia piena di sogni

L’emigrazione italiana nel mondo rappresenta in modo esemplare quel dinamismo e quella volontà di movimento; la stessa, inoltre, costituisce, uno degli aspetti più peculiari dell’intera storia italiana.
Tra il 1861 e il 1985 sono partiti dai territori della penisola italiana un enorme numero di persone, che, alla ricerca del sogno di una nuova vita, avevano come principali destinazioni il Nord ed il Sud America.
Il flusso migratorio degli italiani è stato caratterizzato non solo dalla forte intensità, ma anche dal fatto di esser distribuito in un tempo molto lungo; inoltre, la migrazione italiana si è contraddistinta per la diversificazione sia delle aree di provenienza sia dei ceti sociali di appartenenza.
In ogni parte del mondo, dal Brasile agli Usa, dall’Argentina all’Australia, dall’Europa continentale all’ Africa delle colonie, gli emigrati italiani si impegnarono nella costruzione di un futuro migliore: in tale processo, tuttavia, questi si scontrarono inevitabilmente anche con grandi difficoltà nei paesi di adozione.

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Locandina

“Italianità” nel mondo

Nel difficile processo di integrazione degli italiani nel mondo, seppur sono andate parzialmente perdute le tracce della lingua di origine, certamente sono rimaste, e sono state esaltate in ogni campo (nello sport, nella religione, nell’arte e nel cinema, nel cibo, nella musica e nella canzone etc. etc.), le espressioni più rilevanti della «italianità».
Le cause del fenomeno migratorio sono da ricercare in motivi di ordine economico e politico-sociale. Tuttavia, la motivazione, forse principale, che spingeva le persone al grande viaggio era certamente anche psicologica: si fa riferimento a quello spirito d’intraprendenza e di scoperta, che caratterizza da sempre gli italiani.
Vi è stato chi, per descrivere tale situazione, ha parlato di un “Ulisse collettivo”, ovvero un popolo di emigrati che, abbandonando le certezze della vecchia vita nel paese di origine, si avventurava in remote terre straniere alla ricerca di una vita migliore; in tale viaggio, tuttavia, il ricordo della italica “Itaca” rimaneva fermo, così come la nostalgia ed il sogno di un ritorno. Ogni persona e ogni famiglia, quindi, ha vissuto la propria Odissea ed ha una Sua Storia da tramandare e raccontare.
Il lascito che l’Italia, e la storia d’Italia dell’età contemporanea, ha ereditato dal fenomeno migratorio è enorme, e di ciò gli italiani non sono ancora del tutto consapevoli.
Il lascito concerne, in primo luogo, l’aspetto economico, poiché la forte crescita economica che ha portato l’italia ad essere una delle nazioni più sviluppate nel mondo, senza dubbio è stata sostenuta dai capitali creati dagli emigrati italiani all’estero e che rientravano poi in Italia (le c.d. “rimesse”).
Inoltre, l’interscambio tra emigrati italiani e stranieri, e che ha avuto ad oggetto gli aspetti più disparati, ovvero socio-culturale, linguistico, e di esperienze professionali e tecnologiche, ha avuto un ruolo determinante nel definire i tratti dell’Italia moderna: gli stili vita, le conoscenze, i comportamenti delle persone rimaste, sono stati fortemente influenzati dai contatti con gli espatriati.
Ulteriore conseguenza è stata il consolidarsi di più stretti e intensi rapporti politici, economici e culturali fra l’Italia e quei paesi d’immigrazione e nei quali sono insediate intere comunità italiani.

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Guida del Migrante

La sedentarietà non fa parte delle caratteristiche della nostra specie fissate per via genetica […]. Nel corso dei millenni si creano di continuo popolazioni sedentarie. Che però, considerate nell’insieme e sul lungo periodo costituiscono l’eccezione. La norma sono: le scorrerie, le guerre di conquista, la proscrizione e l’esilio, la tratta degli schiavi e la deportazione, la colonizzazione e la detenzione. Che stesse migrando o fuggendo, perché costrettavi o volontariamente: in ogni periodo una parte consistente dell’umanità è stata, per i motivi più vari, in movimento; una circolazione che necessariamente porta a continue turbolenze. Si tratta di un processo caotico che vanifica ogni intenzione pianificatrice e ogni previsione di lungo termine.

– Hans Magnus Enzensberger

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